Ricamo

Universi dell’anima: il ricamo di Michelle Kingdom

Ho studiato dalle suore per ben nove anni. Ne salvo ben poche cose. Una di queste è stata l’avermi avvicinata all’arte del ricamo, dell’uncinetto e della maglia. Ricordo, nel doposcuola delle elementari, il gioco, le caramelle e il punto croce. Alle medie, in una classe tutta al femminile, l’ora di educazione domestica era finalizzata alla realizzazione di una tovaglia ricamata per l’esame di terza. I petali delle mie rose avevano strane forme tremolanti, e le foglie, erano vere a tal punto che un “bruco” ne aveva già decimato i confini, lasciandole sbrindellate qua e là. Avevo delle capacità ma non mi applicavo. Le suore me lo rimarcavano a ogni pagella. Io, invece, ammiravo la maestria con cui mia nonna, cresciuta anche lei all’ombra delle tonache nere, cuciva e abbelliva lenzuoli, asciugamani e cuscini. Gli anni che ci separavano erano racchiusi in quella finezza che poco mi si addiceva.
Quando mi sono imbattuta nelle opere di Michelle Kingdom mi è tornata in mente proprio quella tovaglia “sgrammaticata” e la sua distanza dalla delicatezza delle mani di mia nonna.

indelible
Indelebile

Michelle Kingdom è un’artista di Los Angeles che scombina la tradizione del ricamo per modellarla alle proprie emozioni e pensieri. Come lei stessa afferma: “Il mio lavoro esplora paesaggi psicologici, illumina pensieri rimasti taciuti. Creo piccoli mondi di filo per catturare le voci interiori, elusive ma persistenti. Frammanenti letterari, ricordi, mitologie personali, riferimenti alla storia dell’arte rivisti dall’immaginazione. Fusi insieme, queste influenze esplorano relazioni, vita famigliare, e percezione di se’“.

preparing for flight
Preparing for Flight
life_will_divide_us
Life will divide us
Her horizon seemed to her limitless
Her horizon seemed to her limitless
The fluid passage of child-time
The fluid passage of child time

Michelle Kingdom è un’autodidatta nell’arte del ricamo ma ha studiato Belle Arti e si è laureata nel 1990. Insoddisfatta degli strumenti tradizionali, per molti anni si è dedicata al ricamo privatamente, solo per se stessa.”Il mio lavoro si basa sull’esperienza umana, su come noi viviamo le nostre vite, le storie che ci raccontiamo, la storia che noi scegliamo di trasmettere e lasciare dietro di noi. M’impegno per creare delle opere che catturino i nodi oscuri del nostro mondo interiore in un modo che sia bello ed evocativo. Io sento le mie opere vere e spero che risuonino tali anche agli altri. “

They could feel themselves shining in the dark
They could feel themselves shining in the dark
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A fragile clarity
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A spell so exquisite
They might land somewhere, and be free then
They might land somewhere, and be free then
What is done cannot be undone
What is done cannot be undone

Questi mondi caratterizzati da un ricamo solido e compatto sono spesso realizzati su quadrati di lino di circa 20 cm per lato. “Uso il filo come uno strumento di disegno per onorare e allo stesso minare questa tradizione. La bellezza si accompagna alla malinconia, mentre i punti convenzionali acquisiscono fragilità e intensità.”

little by little, there was scarcely anything left
Little by little, there was scarcely anything left

Così, tra la rosa perfetta di una donna nata nel 1916 e la margherita sgraziata di una ragazzina pigra, Michelle Kingdom traccerebbe, forse, una linea diagonale. Un filo bianco nato per coprire gli anni sbiaditi e tutti i nostri segreti mai svelati.

 

 

 

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